ALL. PETRU SABAU

UN VIAGGIO TRA ROMANIA-ITALIA "UNA VITA ALLE CORDE"

La mia storia

Tutto è successo 65 anni fa quando mio nonno, ex pugile con 36 anni di esperienza apriva una palestra comunale per a insegnare boxe. Siamo in Romania, in un piccolo paese chiamato Caransebes
In questa palestra c’e tutto il nostro Amore, perché anche mio padre ha fatto pugilato 11 anni, qui si trova con mia madre (figlia di mio nonno) e costruisce una bellissima famiglia con 5 figli.
Io e i fratelli più piccoli cominciamo a praticare il pugilato per più di 10 anni fino ad arrivare alla nazionale (centro Olimpico Junior)

Ricordo con amore tutti i momenti passati nella palestra di mio nonno.
Era una palestra piccola, illuminata da un luce neon pungente, una volta entrati lo sguardo veniva catturato dal ring, dai sacchi, dagli specchi.
La sensazione che si provava era di osservare dall’alto una fossa di leoni.
C’era odore di sudore, umidità, i pavimenti poco puliti, i sacchi usurati, un ring usato da un centinaio di ragazzi e gli specchi erano ancora impregnati del sudore di chi aveva faticato il giorno prima.
Insomma, magico, così intimo e così personale.
La sera, verso 19:00, piano, piano la palestra si riempiava di persone.
Di persone giovani, adulti e qualche anziano, tutti si mettevano al lavoro, gli ” amatori” inseguivano chi di noi aveva il turno di allenarli, gli atleti invece avevano altro da fare: correvano, saltavano la corda, battevano i sacchi.

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Da piccolo il mio sogno era di diventare un pugile professionista ma non è stato così, con tanti sacrifici in un periodo comunista riesco arrivare la un numero ricordo di contri nazionale internazionale per mia famiglia e un bellissimo regalo,  non molla mai riesco a finire periodo militare, subito mi sposo ma la sfida no mi abbandona vini problemi di anno in anno la mia speranza no muore mai vado o perioada di 8 /9 mese in Italia cui riesco a mi costruire o speranza per andare la fine con mio sogno
La palestra, per me come per la maggior parte dei miei amici pugili, rappresentava un luogo sicuro, protetto, dove si poteva esprimere la rabbia e svuotarsi per con più serenità al futuro, arrivando meglio ad affrontare le sfide più grandi come conoscere se stessi e lottare per ciò che volevamo, sia fuori che dentro al ring
La palestra e come una seconda famiglie. Un luogo isolato dal mondo esterno in cui non si parlava mai di qualsiasi cosa potesse creare tensioni. L’unico argomento era sempre la boxe. Si parlava di peso d’alimentazione di coloro che hanno fatto grande la boxe facevano pronostici su chi avrebbe vinto il campionato di questa e di quella categoria.
Tutto quel che usciva dalle nostre bocche aveva a che fare solo con sport.

Nel 2007 il mio sogno cadde a terra e insieme a me torno a casa perché a mia moglie no riesci da sola a vivere con 4 figli e così serve smettere di combattere, senza lavoro senza casa. Papa e nonno sono morti e con mia madre no riesco a trovarmi, perché vita è dura.

Ma le parole di mei carissimi genitori non mi hanno mai abbandonato: LA SPERANZA NON MUORE MAI
Questa parole mi hanno accompagnato fino in Italia, solo con la mia famiglia e con 5 Euro in tasca cosi…
E’ qui che ha inizio un’altra storia, il mio sogno comincia a prendere colore: Una nuova avventura con la Palestra di Magenta, i miei figli innamorati della boxe e con la speranza di continuare la mia tradizione familiare.
Ringrazio a Dio, Ringrazio tutti quelli che mi sono stati accanto del primo giorno fino adesso.

Questa è la mia storia e la mia seconda famiglia siete voi.

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“Dentro un ring o fuori non c’è niente di male a cadere.
E’ sbagliato rimanere a terra”

Muhammad Ali